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Bad Bunny al Superbowl 2026, in scena un’esibizione anti Trump

Domenica 8 febbraio Bad Bunny è stato protagonista dell’Halftime Show del Super Bowl 2026, trasformando uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo in un palcoscenico dal forte valore simbolico. Uno spettacolo musicale che ha acceso il dibattito pubblico, intrecciando identità culturale, messaggi universali e una polemica politica immediata.

Lo show di Bad Bunny: musica, identità e messaggi simbolici

Con la sua esibizione al Levi’s Stadium di Santa Clara, Bad Bunny ha segnato una svolta nella storia del Super Bowl, diventando il primo artista a esibirsi prevalentemente in lingua spagnola durante l’Halftime Show. Vestito interamente di bianco, con una maglia che riportava il suo cognome, il cantante portoricano ha aperto lo spettacolo sulle note di “Tití Me Preguntó”, portando sul palco le sonorità del reggaeton e della musica latina. La performance è stata costruita come un vero e proprio racconto visivo: dalle canne da zucchero con coltivatori e simboli della tradizione portoricana, come la pava e il carretto di piragua, fino alle apparizioni a sorpresa di Lady Gaga e Ricky Martin. Gaga ha reinterpretato “Die with a Smile” in versione salsa, mentre Ricky Martin ha cantato “LO QUE LE PASÓ A HAWAii”. Non sono mancati i cameo di Pedro Pascal, Jessica Alba, Cardi B e Karol G.

Il momento più intenso è arrivato con il discorso di Bad Bunny: “Il mio nome è Benito Antonio Martínez Ocasio e se oggi sono qui è perché non ho mai smesso di credere in me. Anche tu dovresti credere in te stesso”. La chiusura, con le bandiere americane e sudamericane e la frase sul maxi schermo – “L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore” – ha reso chiaro il messaggio dello show.

La reazione di Trump e la polemica politica

Lo spettacolo non è passato inosservato a Donald Trump, che ha commentato duramente l’esibizione sui social mentre seguiva la partita da Mar-a-Lago. “È stato lo show più brutto di sempre, uno schiaffo in faccia all’America“, ha scritto, definendolo un affronto ai valori e agli standard del Paese. Parole che hanno alimentato la polemica, trasformando l’Halftime Show in un caso politico. Senza entrare direttamente nel confronto ideologico, Bad Bunny ha scelto di rispondere attraverso la musica e i simboli, ribadendo la centralità dell’inclusione e dell’identità culturale. Un approccio coerente con il suo percorso artistico, che lo ha recentemente portato a vincere il Grammy per Album of the Year con un disco interamente in spagnolo.

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